
Parole e immagini per educare alla differenza
Attraverso gli albi illustrati racconto la diversità, l’identità, il senso di non appartenenza e il bisogno di trovare il proprio posto — dentro e fuori.
Credo nel potere della lettura condivisa, soprattutto con i bambini:
perché le storie aprono spazi di dialogo, accendono domande, permettono di riconoscersi o di riconoscere l’altro senza giudizio.
Una buona storia non offre risposte facili, ma sposta lo sguardo, e questo, spesso, è già trasformativo.
Come psicologa e come persona neurodivergente, scrivo per offrire prospettive nuove, inclusive e rispettose.
Come illustratrice, cerco di farlo con delicatezza e leggerezza, creando personaggi che non spiegano ma invitano a sentire e a riconoscersi.
Scopri i dettagli dei miei albi illustrati.
Due storie pensate per bambini e adulti che cercano il proprio spazio nel mondo – e per chi vuole imparare a guardare con occhi nuovi chi funziona in modo diverso.


Storia di un puntino che aveva dei piani
Nel magico Paese delle Forme Geometriche, dall’amore di Mamma Quadrato e Papà Rettangolo nasce un piccolo Puntino, una minuscola forma destinata a crescere, che pensa e funziona in modo diverso.
Puntino intraprenderà un viaggio straordinario, diventando qualcosa di unico che nessuno ha mai visto prima.
Quello di Puntino è un percorso di riflessione sull’individualità e l’accettazione di sé, sul potere del sostegno e dell’incoraggiamento e sul coraggio di seguire la propria strada, anche quando si discosta dalle aspettative convenzionali.
Questo albo è un invito a costruire insieme una società che accolga ogni persona per ciò che è, riconoscendo che la prospettiva unica di ognuno ha il potere di arricchire tutti.
Cucchiaio. Allergico alla farina, intollerante al brodo
𝐒𝐨𝐥𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐭𝐢 𝐚𝐝𝐚𝐭𝐭𝐢, 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐞𝐢 𝐧𝐞𝐥 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐞.
Quella di Cucchiaio è la storia di chi prova a fare ciò che fanno gli altri.
Si sforza, si adatta, resiste… ma qualcosa non va.
Non perché sia sbagliato, ma perché quel posto, semplicemente, 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨.
È la storia di tutti coloro che provano a stare al passo, anche se i loro passi hanno un ritmo diverso.
Di chi non riesce a stare dentro confini disegnati da altri.
Di chi si è sentito fuori posto, almeno una volta nella vita.
Di chi ha trovato il coraggio di cambiare prospettiva.
E anche di chi, quel coraggio, lo sta ancora cercando.
𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐬𝐞 𝐢𝐧 𝐮𝐧 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐟𝐞𝐥𝐢𝐜𝐢, 𝐬𝐞 𝐜𝐢 𝐚𝐝𝐚𝐭𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐦𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐧𝐨𝐢 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐢, 𝐧𝐞́ 𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀, 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐬𝐛𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚𝐭𝐢. 𝐒𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐨𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨𝐯𝐞.

“Puntino non è solo un personaggio: è una possibilità. Quella di crescere senza doversi trasformare in qualcosa che non si è.“
“Questo libro parla proprio di me”
In questa frase ho ritrovato tutto il senso del mio scrivere.
Perché sapere che una storia può far sentire un bambino visto, riconosciuto, meno solo,
è il motivo per cui continuo a raccontare.
Le mie storie non vogliono spiegare, ma offrire uno spazio in cui potersi riconoscere.


Recensioni
“Il libro affronta il tema della neurodiversità con straordinaria semplicità ma con un sottile gioco che lo rende adatto a tutte le età.
Ad una prima occhiata sembrerebbe una semplice ma dolcissima fiaba per bambini ma leggendo tra le righe mi sono accorta che mi stavo commuovendo.
E’ una storia che con straordinaria delicatezza tocca le corde emotive di chi ha vissuto e vive l’esperienza della neuro divergenza in famiglia.“

Angela
Su “Storia di un puntino che aveva dei piani”
“Un libro adatto a tutti che affronta con apparente leggerezza il tema della neuro divergenza, sottolinea con delicatezza la magnifica unicità di ogni piccola sfaccettatura di ognuno di noi. I miei complimenti all’autrice, si vede che c’è tanto di lei in questo piccolo prezioso capolavoro”

Marianna
Su “Storia di un puntino che aveva dei piani”
“Questo libro è semplice ma molto molto profondo e tratta di un tema assolutamente interessante per chiunque, aiuta a spiegare anche ai più piccoli che le aspettative degli altri non sempre corrispondono alle proprie capacità, ma non per questo ci si deve sentire inadeguati. Lo consiglio anche alle insegnanti delle scuole elementari”

Davide
Su “Cucchiaio. Allergico alla farina, intollerante al brodo”
